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Vessillologia · 3 giugno 2026 · 5 min di lettura

Bandiere che si confondono facilmente

Tricolori quasi identici, croci scandinave gemelle e stelle che si assomigliano: le coppie di vessilli più difficili da distinguere.

Bandiere che si confondono facilmente
Foto di Vladislav Klapin su Unsplash
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Con 193 Stati membri delle Nazioni Unite e decine di territori dipendenti, il numero di combinazioni possibili fra colori e forme geometriche semplici è limitato. Non stupisce quindi che diverse bandiere nazionali, disegnate in epoche e continenti diversi, siano finite per assomigliarsi fino al punto da essere scambiate l'una per l'altra in trasmissioni sportive, atlanti scolastici e persino cerimonie diplomatiche.

La vessillologia, la disciplina che studia le bandiere, cataloga da tempo questi casi di quasi-gemellanza. Alcuni nascono da un'eredità storica comune, come le croci scandinave che derivano tutte dal vessillo danese medievale; altri sono pure coincidenze cromatiche, frutto della scarsità di combinazioni semplici disponibili quando un nuovo Stato deve scegliere in fretta un simbolo. Questo articolo ripercorre le coppie e i gruppi più celebri, spiegando cosa le distingue davvero.

Tricolori orizzontali quasi identici

I tricolori a bande orizzontali sono lo schema più diffuso al mondo per la sua semplicità di realizzazione, ed è proprio questa semplicità a generare le confusioni più frequenti. Il caso più citato è quello fra Indonesia e Monaco: entrambe le bandiere sono divise in due bande orizzontali, rossa sopra e bianca sotto, e l'unica differenza reale è il rapporto tra i lati, 2:3 per l'Indonesia e 4:5 per Monaco, una proporzione impercettibile a distanza.

Un'altra coppia storica è quella fra Romania e Ciad: tre bande verticali blu, giallo e rosso, con la sola differenza che il blu della Romania è leggermente più chiaro (definito nella normativa ufficiale come blu oltremare) rispetto all'indaco del Ciad. Le due nazioni ne hanno discusso a livello diplomatico più volte nel corso del Novecento, senza mai arrivare a una modifica formale.

  • Indonesia e Monaco — bande rosso/bianco, differenza solo nelle proporzioni (2:3 contro 4:5)
  • Romania e Ciad — bande blu/giallo/rosso, differenza minima di tonalità di blu
  • Irlanda e Costa d'Avorio — verde/bianco/arancione contro arancione/bianco/verde: ordine invertito
  • Colombia ed Ecuador — entrambe con giallo, blu e rosso; l'Ecuador aggiunge lo stemma nazionale al centro
  • Venezuela ed Ecuador — stesso schema di base giallo-blu-rosso, distinte dallo stemma e dal numero di stelle
  • Yemen ed Egitto e Siria — tricolori rosso/bianco/nero con simboli araldici centrali diversi o assenti
  • Lussemburgo e Paesi Bassi — bande orizzontali rosso/bianco/blu, tonalità di blu differenti e proporzioni diverse

Le croci scandinave: una famiglia di bandiere

Le bandiere di Norvegia, Svezia, Danimarca, Finlandia e Islanda condividono uno schema unico al mondo: una croce spostata verso l'asta, con il braccio corto più vicino al bordo sinistro. Questo disegno discende dal Dannebrog danese, la bandiera nazionale più antica ancora in uso, la cui adozione viene tradizionalmente fatta risalire al 1219, anche se le prime attestazioni documentate certe sono del Quattrocento.

Le differenze fra le cinque bandiere sono tutte nei colori: la Norvegia usa una croce blu bordata di bianco su fondo rosso, la Svezia una croce gialla su fondo blu, la Finlandia una croce blu su fondo bianco, l'Islanda una croce rossa bordata di bianco su fondo blu. A un primo sguardo distratto, soprattutto in condizioni di scarsa luce o a grande distanza, Norvegia e Islanda vengono scambiate più spesso delle altre perché condividono la stessa combinazione di rosso, bianco e blu, solo distribuita in ordine invertito.

Stelle e sole: i simboli che si ripetono

Oltre alle bande di colore, anche i simboli centrali tendono a ripetersi. La stella a cinque punte compare in decine di bandiere, spesso in combinazione con il rosso e il bianco, ed è alla base di equivoci fra Stati che non condividono alcuna storia comune, semplicemente perché la stella è il simbolo geometrico più economico da disegnare correttamente a qualsiasi dimensione.

Il sole raggiante crea confusione soprattutto in Sud America: la bandiera dell'Argentina e quella dell'Uruguay condividono lo stesso Sole di Maggio a sedici raggi, disegnato dallo stesso incisore nell'Ottocento, ma disposto su schemi di bande diversi. Anche il Kazakistan usa un sole stilizzato dorato su fondo azzurro, privo però di volto umano, a differenza del sole argentino.

Il caso delle bandiere panafricane

Diciassette Stati africani, oltre a Etiopia e Ghana da cui la tradizione ha avuto origine negli anni Cinquanta e Sessanta, utilizzano combinazioni di rosso, giallo (o oro) e verde, i cosiddetti colori panafricani. Fra questi, Ghana, Senegal, Mali, Guinea, Camerun ed Etiopia condividono lo stesso ordine di bande orizzontali o verticali, distinguendosi solo per la presenza o assenza di una stella nera o di altri simboli centrali.

  • Ghana — rosso, giallo, verde con stella nera al centro
  • Etiopia — verde, giallo, rosso con stemma circolare azzurro
  • Guinea — rosso, giallo, verde in bande verticali
  • Mali — verde, giallo, rosso in bande verticali, senza simboli
  • Senegal — verde, giallo, rosso con una stella verde al centro
  • Camerun — verde, rosso, giallo con una stella gialla al centro

Perché nascono queste somiglianze

Tre fattori spiegano la ricorrenza di questi schemi. Il primo è l'eredità coloniale e politica: molte bandiere africane e mediorientali sono state disegnate scegliendo consapevolmente colori già carichi di significato panarabo o panafricano, per segnalare appartenenza a un blocco ideologico più che per distinguersi dai vicini. Il secondo è la necessità pratica di una bandiera semplice, riconoscibile da lontano e producibile a basso costo con tessuti tinti in un numero ridotto di colori.

Il terzo fattore è puramente statistico: con un numero finito di colori standard (rosso, blu, verde, giallo, bianco, nero) e un numero limitato di geometrie semplici (bande, croci, triangoli, cerchi), la probabilità che due Stati arrivino a soluzioni quasi identiche, magari a distanza di decenni e senza alcun contatto diretto, è più alta di quanto si pensi. Le organizzazioni internazionali di vessillologia, come la FIAV, registrano periodicamente nuove coppie di bandiere a rischio confusione mano a mano che nascono nuovi Stati.

In conclusione

Distinguere bandiere quasi identiche è più che un gioco da atlante: nelle competizioni sportive internazionali, negli aeroporti e nelle sedi diplomatiche un errore di riconoscimento può creare un incidente protocollare vero e proprio, come è successo più volte con Romania e Ciad in occasione di eventi internazionali. Studiare queste coppie aiuta anche a capire meglio la storia che le accomuna, dalle eredità coloniali ai movimenti panafricani.

Per approfondire il tema dei simboli nazionali più insoliti, la lettura naturale è l'articolo sulle bandiere più insolite del mondo, mentre chi è curioso di confini altrettanto sorprendenti può proseguire con i confini più strani del mondo.

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