I paesi che non hanno un esercito
Da Costa Rica a Islanda, gli Stati sovrani che hanno scelto di non avere forze armate permanenti e come garantiscono la propria sicurezza.
Nell'immaginario comune, uno Stato sovrano possiede quasi per definizione un esercito: è uno degli attributi classici della statualità, insieme a un territorio, una popolazione e un governo. Eppure oggi esistono più di venti paesi riconosciuti dalle Nazioni Unite che non mantengono forze armate permanenti, per scelta costituzionale, per accordo internazionale o semplicemente perché non le hanno mai avute.
Le ragioni sono molto diverse tra loro. Alcuni Stati hanno abolito l'esercito dopo un trauma storico, come la guerra civile costaricana del 1948; altri sono microstati che non avrebbero comunque le risorse per sostenere forze armate credibili; altri ancora delegano la propria difesa a un paese più grande tramite trattati bilaterali. In tutti i casi, l'assenza di esercito non significa assenza di sicurezza: quasi sempre esiste una polizia armata, una guardia costiera o un accordo di difesa che ne fa le veci.
I paesi senza esercito nel mondo
L'elenco varia leggermente a seconda delle fonti, perché alcuni Stati mantengono forze di polizia paramilitari difficili da distinguere da un vero esercito. Questi sono tra i casi più citati e meglio documentati.
- Costa Rica — esercito abolito nel 1948 dal presidente José Figueres Ferrer dopo la guerra civile, sostituito da una forza di polizia pubblica.
- Islanda — non ha mai avuto un esercito permanente dalla sua indipendenza nel 1944; la difesa è garantita da un accordo bilaterale con gli Stati Uniti.
- Panama — sciolse le forze armate nel 1990 dopo la caduta di Manuel Noriega, mantenendo solo polizia e servizi di frontiera.
- Andorra — non ha esercito regolare dal 1278; dispone solo di una piccola forza cerimoniale di circa una decina di persone.
- Città del Vaticano — la sicurezza è affidata alla Guardia Svizzera Pontificia, corpo cerimoniale e di protezione più che militare in senso stretto.
- Monaco — il Principato mantiene solo forze di polizia e una guardia palatina; la difesa esterna è garantita dalla Francia.
- Liechtenstein — abolì l'esercito nel 1868 per ragioni economiche, dopo aver constatato che manteneva più soldati di quanti ne servissero.
- Isole Marshall, Kiribati, Nauru, Tuvalu, Palau, Samoa — micro-Stati del Pacifico privi di forze armate proprie, spesso legati a Stati Uniti, Australia o Nuova Zelanda da accordi di difesa e assistenza.
- Dominica, Grenada, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine — Stati caraibici che si affidano a forze di polizia regionali coordinate nell'ambito del sistema di sicurezza dei Caraibi orientali.
Costa Rica: il caso più studiato
Nessun paese ha reso la propria scelta pacifista un elemento identitario quanto il Costa Rica. L'articolo 12 della Costituzione del 1949 vieta esplicitamente l'esistenza di un esercito come istituzione permanente, destinando le risorse risparmiate a istruzione e sanità pubblica: oggi il paese investe in educazione una quota del PIL superiore al 6%, tra le più alte dell'America Latina.
La scelta non ha reso il Costa Rica indifeso: il paese mantiene una Guardia Civile e una Guardia di Frontiera armate, capaci di intervenire in caso di emergenza interna, e fa affidamento sul Trattato interamericano di assistenza reciproca per la difesa da minacce esterne. Il risultato è spesso citato come prova che la stabilità democratica e l'assenza di conflitti regionali contano più delle dimensioni dell'apparato militare.
Un modello esportabile?
Diversi analisti hanno proposto il modello costaricano come esempio per altri paesi dell'America centrale, ma la sua replicabilità è limitata da fattori specifici: l'assenza di conflitti transfrontalieri attivi, una società relativamente omogenea e un sistema giudiziario percepito come legittimo. In contesti con tensioni etniche o territoriali irrisolte, l'assenza di esercito rischierebbe di lasciare vuoti di sicurezza colmati da attori non statali.
I micro-Stati europei e la difesa delegata
Andorra, Monaco e Liechtenstein condividono una logica comune: sono troppo piccoli per sostenere un esercito credibile e troppo integrati nei sistemi di sicurezza dei vicini per averne effettivamente bisogno. Andorra, incastonata tra Francia e Spagna, si affida implicitamente alla protezione di entrambi gli Stati confinanti in virtù della sua storica condizione di coprincipato.
Il Liechtenstein rappresenta il caso più curioso: abolì l'esercito nel 1868 non per pacifismo ideologico ma per pura convenienza economica, dopo aver verificato che il piccolo contingente esistente costava più di quanto valesse in termini di sicurezza reale. Da allora il paese non ha più avuto forze armate, pur mantenendo una polizia nazionale ben addestrata e collaborando con la Svizzera su temi di sicurezza transfrontaliera.
Il Pacifico: sicurezza tramite trattati regionali
Molti Stati insulari del Pacifico non hanno mai formato un esercito perché la loro popolazione e il loro bilancio non lo consentirebbero in modo sostenibile. Kiribati conta circa 120.000 abitanti distribuiti su 33 atolli e un budget statale che non potrebbe reggere una forza armata permanente; la sicurezza marittima è garantita da pattuglie costiere finanziate in parte da Australia e Nuova Zelanda.
Le Isole Marshall hanno un accordo di libera associazione con gli Stati Uniti che affida a Washington la responsabilità della difesa in cambio dell'uso di basi come quella dell'atollo di Kwajalein. È un modello diffuso in tutta l'area, dove la sovranità politica convive con una dipendenza quasi totale dagli alleati per qualsiasi scenario di sicurezza esterna.
In conclusione
L'assenza di un esercito non è quasi mai un vuoto, ma il risultato di un calcolo preciso: dove mancano le forze armate, ci sono quasi sempre polizie rafforzate, trattati di difesa con potenze maggiori o una condizione geografica che rende improbabile un'invasione. È una lezione che vale la pena tenere a mente quando si osservano paesi minuscoli come quelli descritti nel nostro approfondimento sui paesi più piccoli del mondo: la piccola scala territoriale spiega spesso anche le loro scelte in materia di difesa.
Il tema resta comunque delicato: in un contesto geopolitico che cambia rapidamente, alcuni di questi Stati stanno rivalutando le proprie scelte storiche, mentre altri, come il Costa Rica, ne fanno un tratto distintivo della propria identità nazionale da settant'anni.