Le città più remote del mondo
Da un arcipelago a duemila chilometri da qualsiasi terraferma a un avamposto siberiano raggiungibile solo per nave: geografia dell'isolamento urbano.
Definire cosa sia una città "remota" richiede un criterio: la distanza in linea d'aria dal centro abitato permanente più vicino, la difficoltà di raggiungerla via terra, oppure il tempo necessario per arrivarci con i mezzi disponibili. Applicando questi criteri emergono luoghi che sembrano usciti da un romanzo d'avventura ma sono abitati stabilmente, con scuole, negozi e amministrazioni comunali regolari.
La lontananza estrema non è distribuita casualmente sul pianeta: si concentra in tre ambienti — gli arcipelaghi oceanici isolati, le regioni polari e le grandi foreste pluviali senza reti stradali — dove la geografia fisica ha reso impraticabile, o inutile dal punto di vista economico, la costruzione di infrastrutture di collegamento continuo. Il risultato sono comunità che hanno sviluppato un rapporto del tutto particolare con il tempo e con l'approvvigionamento.
Tristan da Cunha: la comunità più isolata del pianeta
Edimburgo dei Sette Mari, unico insediamento dell'arcipelago di Tristan da Cunha, nell'Atlantico meridionale, è generalmente considerata la comunità permanente più remota della Terra. Conta circa 250 abitanti e si trova a circa 2.816 km da Città del Capo, in Sudafrica, il punto abitato più vicino, e a oltre 3.360 km dal Sud America. Non esiste un aeroporto: l'unico collegamento è una nave che impiega circa sei giorni di navigazione dal Sudafrica, con partenze irregolari, a volte solo otto o nove volte l'anno.
L'isola, un vulcano attivo alto 2.062 metri, è un territorio britannico d'oltremare dipendente da Sant'Elena. Gli abitanti vivono principalmente di pesca dell'aragosta e discendono in gran parte da un gruppo di famiglie di coloni ottocenteschi: appena otto cognomi coprono la quasi totalità della popolazione.
Alert, Canada: la comunità permanente più a nord del mondo
Alert, sull'isola di Ellesmere nel territorio canadese di Nunavut, si trova a soli 817 km dal Polo Nord e ospita una stazione militare e meteorologica con una popolazione che oscilla tra 5 e 100 persone a seconda della stagione operativa, senza residenti civili permanenti in senso stretto. È generalmente indicata come l'insediamento abitato più settentrionale della Terra.
- Latitudine: circa 82°30' Nord
- Distanza dal Polo Nord: circa 817 km
- Temperatura media invernale: circa -32°C, con minime record sotto i -50°C
- Notte polare: buio quasi ininterrotto da fine ottobre a fine febbraio
- Collegamenti: solo voli militari o charter, nessuna strada di accesso
Foreste e fiumi: le città isolate dell'Amazzonia
In Sud America l'isolamento non dipende dal freddo ma dalla foresta pluviale. Iquitos, in Perù, con oltre 400.000 abitanti è generalmente considerata la città più grande al mondo non raggiungibile da nessuna strada: l'unico accesso è per via fluviale lungo il Rio delle Amazzoni, un viaggio che dal porto di Yurimaguas può richiedere tre o quattro giorni di navigazione, oppure per via aerea. La città sorge a circa 3.700 km dalla foce del Rio delle Amazzoni nell'Atlantico.
Un caso simile riguarda Maniçoba e diverse cittadine dello Stato brasiliano dell'Amazonas, dove interi capoluoghi municipali dipendono esclusivamente da battelli fluviali, e dove il trasporto di merci di prima necessità segue i ritmi delle piene e delle secche stagionali dei fiumi.
Isolamento nel Pacifico e nell'Oceano Indiano
Anche gli arcipelaghi del Pacifico offrono esempi estremi di remotezza urbana, spesso legati non solo alla distanza ma alla frequenza limitatissima dei collegamenti aerei e marittimi disponibili.
Adamstown, Isole Pitcairn
Con circa 40 abitanti, Adamstown è la capitale del più piccolo territorio britannico d'oltremare popolato e si trova a oltre 2.170 km sia da Tahiti sia dall'Isola di Pasqua. La nave di rifornimento arriva solo alcune volte l'anno; i discendenti degli ammutinati del Bounty che la abitano dipendono quasi interamente da questi rifornimenti periodici.
Longyearbyen, Svalbard
A circa 78° di latitudine Nord, Longyearbyen è il più popoloso insediamento delle Svalbard norvegesi con circa 2.400 abitanti. Pur avendo un aeroporto con voli regolari da Oslo, resta una delle città collegate al mondo più vicine al Polo Nord, distante circa 1.300 km.
Come si vive nella remotezza
Vivere in una città estremamente remota impone abitudini logistiche molto diverse da quelle urbane comuni. Le comunità isolate sviluppano magazzini di scorte alimentari calibrati sui tempi delle navi, sistemi scolastici spesso a distanza per l'istruzione superiore e un forte senso identitario legato proprio all'isolamento.
- Rifornimenti pianificati con mesi di anticipo, spesso legati a un'unica nave annuale o quasi
- Telemedicina per le emergenze sanitarie non gestibili in loco
- Scuole superiori frequentemente fuori sede, con studenti che partono in collegio
- Prezzi dei beni importati significativamente più alti rispetto alla terraferma
- Forte coesione sociale e tassi di emigrazione giovanile elevati
In conclusione
Le città più remote del mondo dimostrano che l'essere umano ha colonizzato praticamente ogni angolo abitabile del pianeta, anche a costo di dipendere da un'unica nave l'anno o da un aeroporto militare. Sono luoghi che, paradossalmente, spesso funzionano come osservatori privilegiati: le stazioni meteorologiche di Alert e delle Svalbard producono dati climatici fondamentali proprio grazie alla loro posizione estrema.
Chi è incuriosito dai luoghi limite del pianeta può proseguire leggendo l'articolo sui punti estremi della Terra, oppure esplorare la scheda del Canada, che ospita alcuni dei territori abitati più settentrionali del mondo.