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Geografia fisica · 14 aprile 2026 · 4 min di lettura

I punti estremi della Terra

Dal punto più alto a quello più profondo, dal più freddo al più caldo: un giro del pianeta attraverso i suoi record geografici assoluti.

I punti estremi della Terra
Foto di Martin Jernberg su Unsplash
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Ogni pianeta ha i suoi record, ma sulla Terra li conosciamo con una precisione notevole grazie a secoli di rilevazioni, dai primi teodoliti ottocenteschi ai satelliti GPS e alle sonde batimetriche moderne. I punti estremi — il più alto, il più basso, il più freddo, il più caldo — non sono solo curiosità da manuale: raccontano la storia geologica del pianeta, dalla collisione delle placche indiana ed eurasiatica alla subduzione che scava le fosse oceaniche.

Questo itinerario attraverso i primati geografici della Terra tocca quattro continenti e due oceani, e mostra come gli estremi si trovino spesso in luoghi vicini tra loro: la fossa oceanica più profonda del pianeta e il vulcano attivo più alto della sua regione condividono, non a caso, la stessa cintura di fuoco del Pacifico.

Il punto più alto e il più profondo

Il monte Everest, sul confine tra Nepal e Tibet, misura 8.849 metri sul livello del mare secondo la rilevazione congiunta cinese e nepalese del 2020, il dato oggi più accreditato. È il punto più alto sul livello del mare, anche se non il più lontano dal centro della Terra: quel primato spetta al vulcano Chimborazo in Ecuador, che grazie al rigonfiamento equatoriale del pianeta arriva più lontano dal centro della Terra pur essendo alto solo 6.263 metri sul livello del mare.

Sul fronte opposto, la Fossa delle Marianne, nell'Oceano Pacifico occidentale, raggiunge nel punto chiamato Challenger Deep una profondità stimata di circa 10.935 metri, misurata con precisione crescente dalle spedizioni degli ultimi decenni, compresa quella con equipaggio del batiscafo Trieste nel 1960 e quella in solitaria di James Cameron nel 2012.

I punti più freddi e più caldi mai registrati

La temperatura più bassa mai registrata sulla superficie terrestre è di -89,2°C, misurata alla stazione russa Vostok, in Antartide, il 21 luglio 1983. Rilevazioni satellitari successive hanno stimato temperature ancora più basse, fino a circa -93°C, in alcune depressioni della calotta antartica orientale, dati non ufficialmente confermati da stazioni a terra.

All'estremo opposto, la Death Valley, in California, detiene il record ufficiale di temperatura più alta mai registrata sulla superficie terrestre: 56,7°C, misurati il 10 luglio 1913 nella località di Furnace Creek. Il dato è tuttora oggetto di dibattito tra i climatologi, ma resta quello riconosciuto dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale.

  • Punto più freddo confermato: Vostok, Antartide, -89,2°C (1983)
  • Punto più caldo ufficiale: Furnace Creek, Death Valley, USA, 56,7°C (1913)
  • Luogo abitato più freddo: Oymyakon, Russia, minime storiche vicine a -67,7°C
  • Deserto più arido: Atacama, Cile, con aree senza precipitazioni misurabili per decenni
  • Luogo più piovoso: Mawsynram, India, con precipitazioni medie annue superiori ai 11.000 mm

I quattro punti cardinali del pianeta

Il Polo Nord geografico e il Polo Sud geografico segnano gli estremi dell'asse di rotazione terrestre, non coincidenti con i poli magnetici, che si spostano nel tempo di decine di chilometri l'anno. Il Polo Nord si trova su un oceano ghiacciato privo di terraferma sottostante, mentre il Polo Sud sorge su una calotta di ghiaccio spessa circa 2.700 metri sopra il continente antartico.

Il punto più a nord e più a sud raggiungibile da terra

Il punto abitato più settentrionale del mondo è generalmente considerato Alert, in Canada, a circa 82°30' Nord. Sul fronte opposto, la base scientifica Amundsen-Scott, situata esattamente sul Polo Sud geografico, ospita ricercatori tutto l'anno nonostante inverni con temperature medie intorno ai -60°C.

Est e ovest: una questione di convenzione

A differenza di nord e sud, i punti più a est e più a ovest della Terra dipendono dalla linea del cambio di data e dalla convenzione di longitudine adottata, per cui in molte trattazioni si preferisce parlare di primati regionali piuttosto che di un unico punto assoluto: l'isola russa di Big Diomede e quella statunitense di Little Diomede, nello Stretto di Bering, distano solo circa 3,8 km ma si trovano su lati opposti della linea del cambio di data internazionale.

Estremi meno noti ma altrettanto sorprendenti

Oltre ai record più celebri esistono primati meno pubblicizzati che raccontano altrettanto bene la varietà del pianeta, dalle correnti oceaniche ai bacini fluviali.

  • Fiume più lungo: Nilo o Rio delle Amazzoni a seconda della metodologia di misurazione, entrambi oltre 6.400 km
  • Lago più profondo: Lago Baikal, Russia, con una profondità massima di circa 1.642 metri
  • Montagna sottomarina più alta rispetto alla base: Mauna Kea, Hawaii, oltre 10.000 metri dalla base oceanica alla vetta
  • Punto più lontano dalla costa: il Punto Nemo, nel Pacifico meridionale, a oltre 2.688 km dalla terraferma più vicina
  • Depressione continentale più profonda: costa del Mar Morto, a circa 430 metri sotto il livello del mare

In conclusione

I punti estremi della Terra offrono una mappa parallela del pianeta, fatta non di confini politici ma di soglie fisiche: quanto in alto, quanto in basso, quanto caldo o quanto freddo può arrivare un ambiente naturale prima di diventare quasi inabitabile. Sono anche, non a caso, gli stessi luoghi dove sorgono alcune delle città più remote del mondo.

Chi vuole approfondire la geografia fisica del pianeta può partire dalla scheda del Nepal, che ospita il punto più alto della Terra, o esplorare a caso un paese diverso ogni volta con lo strumento dedicato del sito.

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