
Gabon
Africa · Middle Africa
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Dati essenziali
- Capitale
- Libreville
- Popolazione
- 2.119.275
- Superficie
- 267.668 km²
- Continente
- Africa
- Lingue
- French
- Valuta
- Central African CFA franc (XAF)
🍽️ Cibo tipico
La cucina gabonese si basa sul manioca, consumato come farina fermentata avvolta in foglie di banano, il bâton de manioc, e sul plantain fritto o bollito che accompagna quasi ogni pasto. Il nyembwe, spezzatino di pollo o pesce cotto nella salsa ricavata dalla polpa del frutto della palma da olio, è considerato il piatto nazionale e si trova nei ristoranti di Libreville quanto nei villaggi dell'interno. La carne di selvaggina, chiamata viande de brousse, comprendente istrice e porcospino, resta diffusa nonostante le restrizioni imposte per la tutela della fauna nei parchi nazionali istituiti dal 2002.
Il pesce affumicato, essiccato sui bracieri lungo la costa atlantica, è alla base della dieta delle comunità di pescatori di Port-Gentil, seconda città del paese e cuore dell'industria petrolifera offshore. L'arachide macinata insaporisce zuppe e stufati, mentre il vino di palma, ricavato dalla fermentazione della linfa del palmizio, resta la bevanda tradizionale delle cerimonie rurali nelle province dell'Ogooué.
Il caffè robusta e il cacao, coltivati soprattutto nella provincia del Woleu-Ntem al confine con il Camerun, furono introdotti in epoca coloniale francese ma restano marginali rispetto alla rendita petrolifera che domina l'economia dal 1957, anno della scoperta del giacimento di Ozouri. I mercati di Libreville, come quello di Mont-Bouët, offrono pesce fresco, frutta tropicale come la safou, il prugno africano, e spezie usate nella cucina di ispirazione sia bantu sia francese.

Un piatto della tradizione gastronomica di Gabon.
🏙️ Città più importanti
Libreville, capitale fondata nel 1849 da schiavi liberati sbarcati da una nave francese che aveva intercettato un vascello negriero, conta oggi circa 850.000 abitanti e ospita il Palazzo presidenziale costruito durante la presidenza di Omar Bongo, al potere dal 1967 al 2009. La città si affaccia sull'estuario del Gabon e conserva la cattedrale di Sainte-Marie, edificata nel 1958 in stile modernista tropicale.
Port-Gentil, seconda città con circa 140.000 abitanti, situata su un'isola alla foce dell'Ogooué, è il centro dell'industria petrolifera gabonese fin dagli anni Cinquanta e ospita le sedi locali di compagnie come Total e Perenco. Franceville, nel sud-est, città natale della famiglia Bongo, è collegata alla capitale dalla Transgabonaise, la ferrovia inaugurata nel 1986 che attraversa 670 chilometri di foresta pluviale.
Lambaréné, sull'Ogooué, è celebre per l'ospedale fondato nel 1913 dal medico e teologo Albert Schweitzer, premio Nobel per la pace nel 1952, che vi operò per decenni fino alla morte nel 1965; la struttura, ancora attiva, è oggi anche museo dedicato alla sua opera umanitaria.

Veduta urbana di Libreville, capitale di Gabon.
🌿 Flora e fauna
Il Parco nazionale di Lopé, iscritto nel patrimonio UNESCO nel 2007, protegge una delle più importanti popolazioni di gorilla di pianura occidentale e mandrilli dell'Africa centrale, oltre a rare savane relitte di origine glaciale incastonate nella foresta pluviale. La foresta gabonese copre circa l'85% del territorio nazionale, una delle percentuali di copertura forestale più alte al mondo, ed è parte del secondo polmone verde del pianeta dopo l'Amazzonia, il bacino del Congo.
Il Parco nazionale di Loango, sulla costa atlantica, è famoso per gli elefanti di foresta che si spingono fino alle spiagge sabbiose per bagnarsi nell'oceano, un fenomeno raro documentato dai naturalisti a partire dagli anni 2000 e ripreso in numerosi documentari internazionali. Ippopotami che praticano il surf tra le onde sono stati fotografati proprio su queste coste, rendendo Loango una delle mete di ecoturismo più originali del continente.
Il Gabon ha destinato il 13% del proprio territorio a parchi nazionali, tredici in totale istituiti nel 2002 per volontà del presidente Omar Bongo su sollecitazione di organizzazioni internazionali di conservazione. La foresta di Ivindo, nel nord-est, ospita le cascate di Kongou, alte circa 56 metri su un fronte di oltre 3 chilometri, tra le più imponenti dell'Africa centrale.

Ambiente naturale e fauna tipica delle aree di Gabon.
🏳️ Identità e simboli
La lingua ufficiale è il francese, ereditato dal periodo coloniale iniziato nel 1885 come parte dell'Africa Equatoriale Francese, mentre le lingue bantu come il fang, il myene e il punu restano parlate nella vita quotidiana e nelle cerimonie tradizionali. Il bwiti, culto iniziatico che utilizza la radice psicoattiva dell'iboga, è praticato soprattutto dai fang e dai mitsogho ed è stato riconosciuto religione ufficiale dal governo gabonese nel 2000.
La valuta è il franco CFA dell'Africa Centrale (XAF), condiviso con altri cinque paesi della CEMAC e agganciato storicamente all'euro. La bandiera, adottata nel 1960 all'indipendenza, presenta tre bande orizzontali verde, gialla e blu che simboleggiano rispettivamente la foresta equatoriale, l'equatore che attraversa il paese e l'Oceano Atlantico.
Le maschere rituali fang, con il volto bianco a forma di cuore usato nei riti Ngil, hanno influenzato profondamente artisti europei come Picasso e Modigliani agli inizi del Novecento. Il calcio è lo sport più popolare, e la nazionale, soprannominata Panthères, ha ospitato insieme alla Guinea Equatoriale la Coppa d'Africa del 2012.
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Simboli e segni identitari di Gabon 🇬🇦
🌤️ Clima
Il Gabon, attraversato dall'equatore, ha un clima equatoriale caldo-umido tutto l'anno, con temperature medie a Libreville comprese fra 24 e 29 °C e un'umidità relativa che supera spesso l'85%. Le precipitazioni annue superano i 2.500 millimetri sulla costa, rendendo il paese uno dei più piovosi dell'Africa, con una breve stagione secca fra giugno e agosto.
L'interno del paese, coperto quasi interamente da foresta pluviale, registra piogge distribuite su gran parte dell'anno con due picchi, tra febbraio e maggio e tra settembre e dicembre, che alimentano il fitto reticolo fluviale dell'Ogooué, principale corso d'acqua lungo circa 1.200 chilometri. L'elevata umidità favorisce una biodiversità fra le più ricche del continente, ma limita anche lo sviluppo agricolo su larga scala.
Il cambiamento climatico minaccia le zone costiere basse attorno a Libreville e Port-Gentil, esposte all'innalzamento del livello del mare, mentre la deforestazione resta relativamente contenuta rispetto ad altri paesi del bacino del Congo grazie alla bassa densità di popolazione, circa 8 abitanti per km².

Il paesaggio di Gabon nella sua veste climatica dominante.
📜 Fatti storici rilevanti
Il territorio fu abitato da popolazioni pigmee e successivamente da gruppi bantu come i fang, giunti dal nord fra il XVI e il XVIII secolo, prima dell'arrivo dei navigatori portoghesi nel 1472, che diedero al paese il nome 'Gabão' per la forma dell'estuario simile a un mantello con cappuccio. La Francia stabilì un protettorato nel 1839 e fondò Libreville nel 1849 come rifugio per schiavi liberati intercettati nell'Atlantico.
Il Gabon divenne parte dell'Africa Equatoriale Francese nel 1910 e ottenne l'indipendenza il 17 agosto 1960 sotto la guida del primo presidente Léon M'ba. Alla sua morte nel 1967 gli succedette Omar Bongo, che governò per 42 anni fino alla morte nel 2009, uno dei più lunghi mandati presidenziali della storia africana, sostenuto dalle immense rendite petrolifere scoperte a partire dagli anni Cinquanta.
Ad Omar Bongo successe il figlio Ali Bongo Ondimba, la cui presidenza si concluse bruscamente con un colpo di stato militare il 30 agosto 2023, guidato dal generale Brice Oligui Nguema, che pose fine a 56 anni di dominio della famiglia Bongo sul paese.

Tracce del passato nel patrimonio costruito di Gabon.
✨ Curiosità varie
Il Gabon ha uno dei redditi pro capite più alti dell'Africa subsahariana grazie al petrolio, scoperto nel 1956 a Ozouri, ma resta segnato da forti disuguaglianze sociali nonostante la bassa densità demografica. Il reattore nucleare naturale di Oklo, scoperto nel 1972 nella provincia dell'Ogooué-Lolo, è l'unico esempio conosciuto al mondo di fissione nucleare avvenuta spontaneamente circa 2 miliardi di anni fa in un giacimento di uranio.
Il paese ospita una delle più alte concentrazioni di gorilla ed elefanti di foresta rimasti in Africa, protetti da una rete di parchi nazionali istituita nel 2002 su iniziativa dell'allora presidente Omar Bongo, ispirato dal naturalista americano Michael Fay dopo la sua spedizione a piedi 'Megatransect' attraverso il bacino del Congo. Il Gabon è stato tra i primi paesi africani a dichiarare l'obiettivo della neutralità carbonica, forte di una foresta che assorbe più CO2 di quanta ne emetta il paese.
La radice di iboga, usata nei riti bwiti per indurre visioni durante le iniziazioni, è oggetto di studi scientifici internazionali per le sue proprietà nel trattamento delle dipendenze da oppiacei. Il Gabon condivide con il vicino Congo la stazione di lancio spaziale progettata ma mai completata a Kourou-Gabon negli anni Sessanta, un progetto franco-tedesco poi trasferito nella Guyana Francese.

Scene di vita quotidiana e dettagli culturali di Gabon.